Video conferenza 1 maggio 2020

Oggetto Discutere del tema ristorazione

Presenti

Sindaca Virginia Raggi, Carlo Cafarotti Assessore al commercio, Andrea Coia presidente commissione IX commercio, Enrico Corcos presidente associazione Botteghe romane in rappresentanza di Monica Paba portavoce Reti di Impresa e Associazioni di Roma e del Lazio, Giulio Anticoli Roma Produttiva, Michelangelo  Malchionne presidenta CNA, Valter Giammaria presidente Confesercenti Roma, Clauudio Pica presidente di FIEPET nazionale.

Innanzi tutto ringraziamo la Sindaca Raggi, l’Assessore Cafarotti ed il Presidente Coia che continuano a sostenere i commercianti Romani attraverso idee e iniziative volte a risolvere gli attuali e onerosi i problemi della categoria. 

Ed ecco alcuni cenni relativi alle proposte presentate nella riunione dal nostro Presidente

Apertura dei negozi di vicinato

Molti soci della nostra Associazione, per questo anno stanno valutando di non aprire.

Le ragioni di questa scelta dipendono da vari fattori, uno tra tutti la poca chiarezza dei regolamenti in essere e la mancanza di norne certe e non interpretabili, nonché:

  1. difficolta a sostenere i canoni di affitto a volte insopportabilmente alti, difficilmente trattabili con i proprietari. Qui occorre una regolamentazione normativa per bilanciare gl interessi delle parti, occorre un intervento pubblico a sostegno degli imprenditori e dei locatari
  2. difficoltà di organizzazione dei locali nel rispetto della normativa sulla distanza sociale e sostenibilità dei costi per la sanificazione ordinaria e attuazione delle nuove norme igieniche.
  3. Mancata previsione di un contributo a fondo perduto che darebbe un sostegno emergenziale alle imprese, quantomeno per affrontare i costi della ripartenza. Accogliere le richieste di congelare  le tasse comunali e le imposte che si pagano con le botteghe chiuso oltre a tutte le utenze. Sospendere le scadenze fiscali fino al 31//12/202.
  4. Incertezza dei tempi per conoscere la decisione sulla semplificazione delle pratiche di occupazione di suolo pubblico
  5. Canone COSAP si parla della fine dell’istruttoria delle pratiche entro 20 giorni poi 30+30 dalla presentazione; senza il silenzio assenso. I commercianti rimarrebbero in attesa di ricevere l’approvazione con tempi non chiari. Fino ad oggi le sovraintendenze Capitolina e Statale di solito non rispondo; così chi ha presentato una pratica deve attendere il termine dell’ “silenzio assenso”.
  6. Per l’abolizione del canone COSAP (già pagata dagli esercenti a gennaio 2020) e approvata in Assemblea Capitolina nel mese di marzo ancora non si  conoscono le modalità di rimborso. Inoltre sarebbe opportuno e necessario cancellare il  canone fino a quando non sarà decretata la fine della pandemia da Covid-19
  7. E’ urgente, necessaria e ormai inderogabile una semplificazione burocratica di tutto il  settore del commercio che è soffocato diuturnamente da cavilli, lacci e lacciuoli normativi difficilmente interpretabili e applicabili se non con l’intervento di professionisti le cui parcelle vanno ad ingrossare le fila dei costi dei negozianti.

Anche in questo caso si attende di conoscere il  regolamento che prima verrà discusso con l’Assessore al bilancio. Speriamo bene visto che la Sindaca ha commentato l’abolizione del Canone con un mancata entrata per il Comune di 90 milioni di euro.

Ztl A1 attualmente sospesa fino a settembre 2020

  1. Questa è un’altra aggravante al commercio Romano del Centro Storico, già penalizzata dai tempi della chiusura dei varchi ed oggi senza la presenza dei turisti la situazione è peggiorata con entrate molto ridotte 
  2. Take  Away e asporto, tenere chiuso il Centro Storico vanificherebbe questa opportunità anche in considerazione del fatto che le piattaforme che provvedono alla consegna  sono molto esose e scoraggiano l’iniziativa.

Oggi, finalmente, si parla del prolungamento della tassa d’integrazione, questo potrebbe essere un motivo di ripensamento per gli esercenti che non vogliono riaprire le loro attività, riprendendo con parte degli attuali lavoratori. Intanto i contributi promessi dal Governo centrale relativi ai mesi di marzo e aprile ancora non sono arrivati.

Tutto passa, occorre vedere però in quanto tempo  e come si organizza la ripartenza. Abbiamo il dovere, per le generazioni future e il prestigio della nostra città di rimboccarci le maniche e lavorare per rivedere la gente sulle strade, le luci dei negozi accese. Dobbiamo creare una nuova fiducia nel futuro che non può prescindere dalla fiducia nella pubblica amministrazione che ha il dovere di camminare a fianco degli operatori economici r dei cittadini parlando la stessa lingua, percorrendo la stessa strada, parallela e non convergente, che ci porta al traguardo. Traguardo costituito dal benessere sociale di cui il commercio è parte integrante e non prescindibile.

Comunichiamo, attraverso i canali turistici nazionali e internazionali,

“facciamo ripartire Roma, città eterna, con tutta la sua bellezza, civiltà, storia e cultura.

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