alloro

L’alloro, noto anche come lauro per il nome scientifico di laurus nobilis, è una pianta sempreverde e perenne; rustica e molto resistente, spesso è presente in parchi e giardini come pianta ornamentale. In Italia cresce in modo spontaneo nelle regioni centro – meridionali, mentre al nord viene coltivata. La pianta spesso si trova in piccoli arbusti, soprattutto in ambito casalingo e se potata regolarmente; se lasciata crescere diventa un vero e proprio albero che può arrivare fino ai 10 – 12 metri di altezza.

Originaria dell’Asia Minore, questa pianta arrivò in Europa in tempi molto antichi diventando caratteristica di Italia, Grecia, Spagna, Tunisia e altri paesi mediterranei. Ha foglie ondulate ai bordi, ovoidali e di colore verde brillante, molto odorose per via di ghiandole sparse.

Alloro, simbolo di gloria e di potenza

L’alloro è una pianta sacra romana. Era simbolo di gloria e potenza, anche intellettuale; infatti corone d’alloro erano usate per cingere la testa di uomini illustri e dei vincitori in battaglia; ancora oggi sono poste a decorazione del capo dei laureati durante i festeggiamenti. 

Nei tempi antichi era anche un buon auspicio per il raccolto legare insieme con una corda rossa tre rametti di alloro; in questo modo si chiedeva agli dei un raccolto abbondante, in particolare del grano.

Il suo utilizzo a mo’ di corona è da secoli sinonimo di onore e vittoria. Tuttavia prima di una battaglia veniva consacrata come auspicio di vittoria, ma subito dopo bruciata perché si riteneva potesse attirare spiriti avversi e sventura, per via della quantità minima di veleno che le foglie di alloro contengono e che le pitonesse greche usavano masticare per aiutarsi a predire il futuro.

La narrazione mitologica vuole che l’alloro origini dal corpo della ninfa Dafne, in fuga da Apollo che la voleva a tutti i costi perché colpito dalla freccia di Eros, il quale però aveva colpito anche lei ma con una freccia spuntata e di piombo, perché lo respingesse. Si trattava di una vendetta nei riguardi di Apollo che si era burlato di lui. Alla fine la giovane, figlia di Gea la Madre Terra e del fiume Peneo, fu aiutata dalla madre (dal padre, invece, secondo i racconti di Ovidio nelle Metamorfosi) che la trasformò in un albero di lauro.

L’alloro in cucina, ottimo come aroma

In cucina l’alloro può essere usato in foglie fresche o essiccate, come anche il rosmarino, la menta e tutte le altre piante aromatiche. L’alloro in cucina ha un sapore deciso e inconfondibile: il suo uso nella preparazione dei cibi è infatti prettamente aromatizzante, soprattutto per carne e pesce ma anche per le zuppe a base di legumi come fagioli, lenticchie e ceci. Con le foglie di alloro si possono anche preparare infusi, decotti e liquori, molto utili per la salute grazie alle proprietà antisettiche e digestive. In casa l’alloro può essere usato anche come rimedio contro le tarme, ponendo qualche foglia all’interno degli armadi.

L’alloro è un elemento essenziale nella preparazione della coratella romana. Questa pietanza usa le interiora di agnello (polmoni, cuore, fegato, milza), che una volta mondate e spezzettate saranno poste in una casseruola con un soffritto di cipolla tritata e aglio; per primi andranno i polmoni, dopo 5 minuti il cuore e con l’aggiunta di due foglie di alloro. Far sfumare con il vino e aggiungere sale qb. Una volta in ebollizione, cuocere per 15 minuti a fuoco lento e proseguire finché la carne non è tenera; a quel punto si potranno unire fegato e milza per altri 5 minuti di cottura, stavolta a fuoco medio e senza coperchio. Aggiungere il rosmarino come tocco finale. Rimuoverlo, come anche l’alloro, prima di servire il piatto.

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