In questa intervista con lo scrittore, produttore e regista Enrico Vanzina, il Presidente dell’Associazione Botteghe Romane ripercorre i cambiamenti della Capitale, commentandoli in una serie di domande e risposte che rievocano i tempi passati.

 

Il Presidente dell’Associazione Botteghe Romane Enrico Corcos ha incontrato il regista Enrico Vanzina, intrattenendo con lui una animata conversazione, ricordando insieme la Roma di un tempo. Dal turismo all’architettura della città, valutando assieme l’idea di proporre l’istituzione di un bando che riporti in auge l’utilizzo delle piante sacre romane nelle fioriere della Capitale.

La Roma dei nostri tempi…

“I tempi di oggi sono tempi terremotati da un’evoluzione tecnologica che ha cambiato il mondo. Io non la demonizzo, non bisogna mai andare contro gli sviluppi della tecnologia. Bisogna adattarsi, capirli e poi tutto si armonizzerà”. È così che inizia Enrico Vanzina, aprendo le danze all’interessante conversazione con l’Associazione Botteghe Romane.

La Roma di oggi è una Roma globalizzata, dove tutto è cambiato, dal commercio, al cinema, alla politica, alle persone stesse. Negli ultimi cinquant’anni tutto ha preso una nuova forma, ma sul volto di Vanzina compare un sorriso per niente nostalgico. “Sorrido” dice “perché ne ho viste davvero di tutti i colori”.

Roma… un viaggio nel tempo che i romani non apprezzano

Il discorso verte poi sulle bellezze di Roma e sul suo tanto discusso degrado. “A Roma, praticamente, viaggi nel tempo” sentenzia Vanzina, ed è vero. In quasi tutte le altre città del mondo, ad un certo punto della storia, è arrivato qualcuno che ha distrutto e ricostruito. A Roma no.

“Nel centro di Roma vedi tutto, Medioevo, Rinascimento, Barocco, costruzioni fasciste e poca modernità”. Questo viaggio nel tempo, però, ha un prezzo duro da pagare, che è quello del degrado in cui negli ultimi anni la città è immersa.

“Forse bisognerebbe curarla di più ma non possiamo scaricare le colpe tutte sulla politica o l’amministrazione”. Poi, Enrico Vanzina scherza partendo con un “Se fossi Sindaco”, dando il là al Presidente Corcos di completare la sua frase con “finiresti alla neuro”, sottolineando in maniera scherzosa l’enorme impegno necessario per amministrare la Capitale.

Dopo un sorriso e un’ammiccata, Enrico Vanzina conclude il proprio pensiero, evidenziando come la responsabilità del degrado di Roma provenga dapprima dagli stessi cittadini, che dovrebbero stare più attenti a preservare il posto in cui vivono.

I dehors e l’evoluzione del commercio e della ristorazione

La conversazione tocca il tasto dolente dei dehors e dell’occupazione del suolo pubblico. Ma anche qui, bisogna fare i conti con l’evoluzione del commercio e della ristorazione, e la presenza di gente a tutte le ore del giorno.

“I ristoranti, prima, facevano solo due turni, ora hanno capito che possono farne dodici e la gente mangerà ad ogni ora. Il grande commercio del centro si è spostato sul food e i dehors riflettono questo”

La ripresa del turismo nella Capitale

Roma è di nuovo piena di turisti, per la gioia degli operatori del settore, e questo Enrico Vanzina lo sottolinea, accompagnato dalle domande incalzanti del Presidente Corcos.

“Ieri ho preso un taxi e un tassista mi ha detto che non si ricorda una quantità di turisti così alta come in questo momento, c’è una quantità di lavoro pazzesca”. Dopo più di due anni di strade e piazze vuote, Roma torna gremita di persone, con turisti che si muovono come greggi, popolando la città e rallegrando tutti quanti.

A differenza del passato, però, il turismo di quest’anno è un turismo più veloce, più di passaggio. “Ora vedi fiumane di turisti con i telefonini in mano che attraversano Roma in cerca di qualcosa e non guardano quello che hanno intorno. Poi vanno a Firenze poi a Berlino, poi in altre città, è un turismo talmente rapido che non lascia il tempo di soffermarsi su nulla. È diverso”.

 

PARTE I

PARTE II

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