Carciofo Romanesco

La pianta

Il carciofo romanesco del Lazio è una pianta erbacea poliennale della famiglia Cynara Scolymus, dotata di foglie molto lunghe di colore verde. La sua coltivazione richiede un clima mite e terreni profondi, ben drenati e neutri.

Allo stato fresco, il carciofo romanesco del Lazio ha una forma sferica e compatta, talvolta lievemente allungata, e un diametro non inferiore a 10 cm. Caratterizzato da un caratteristico foro all’apice, questa pianta non presenta spine e ha un sapore dolce e gradevole. Il cuore ha una consistenza morbida ed una tonalità di colore verde cenerino, con sfumature tendenti al violetto.

Le varietà più comunemente utilizzate sono il Castellammare (prodotto agli inizi di gennaio) e il Campagnano (prodotto tra marzo e aprile), con i rispettivi cloni.

 

Il carciofo nella cucina tradizionale romana

Il carciofo romanesco del Lazio è protagonista di alcune tra le più famose ricette della cucina tradizionale romana, come il carciofo alla giudia – nato dalla tradizione culinaria guidaico-romanesca – e il carciofo alla romana. Viene inoltre utilizzato in tante altre preparazioni di primi e secondi o come contorno.

Per celebrare questo prodotto di eccellenza territoriale, ogni anno si svolge a Ladispoli e a Sezze la sagra del carciofo romanesco, che prevede degustazioni di tutte le preparazioni che ne fanno uso.

Cenni storici sul carciofo romanesco del Lazio

Si parla di carciofi già dall’antichità, per via delle proprietà terapeutiche e organolettiche che caratterizzano questa pianta. L’origine del nome della pianta, in latino Cynara scolymus si deve, secondo l’agronomo romano Columella (I sec. a.C.), all’usanza di cospargere di cenere il terreno destinato alla coltivazione.

La diffusione del carciofo nella regione Lazio sembra essere iniziata nel XV secolo e ciò gli ha permesso di divenire uno dei prodotti tipici più rappresentativi del luogo. Dal 2002, il carciofo romanesco del Lazio è riconosciuto IGP ed è stato il primo prodotto italiano ad essere tutelato, a livello europeo, da tale riconoscimento.