Sonia Porcu è titolare, insieme ad Adriana, del negozio di pasta all’uovo di Viale del Vignola, nel quartiere Flaminio.

Quando è entrata questa passione nella tua vita?
Avevo 23 anni e ho fatto la gavetta. Sono entrata come dipendente e ho imparato con gli occhi, lavorando sia al banco sia nel laboratorio, nella preparazione delle lasagne. Dopo dodici mesi ho appreso che il titolare voleva cedere l’attività e invece di spendere i soldi per comprare una macchina nuova li ho investiti per rilevare l’impresa artigiana.

Quali sono i prodotti di punta di un pastificio all’uovo?
Ovviamente ognuno ha le sue specialità. Noi siamo specializzate nel raviolone ricotta di pecora e spinaci e nei tortellini – a Natale ne abbiamo prodotti 200 chili – mentre nel precotto siamo forti sulle lasagne che siamo in grado di declinare in ogni modo, a seconda dei gusti della clientela. Ormai anche i romani che cucinano poco sanno che nei negozi di vicinato di fiducia si possono trovare ottimi prodotti pronti per essere cotti. Pensate che ho clienti molto anziane che non sanno neanche come lessare la pasta della lasagna e si affidano a noi. Qui potete trovare anche gnocchi, trofie, orecchiette, strozzapreti, maccheroni, tonnarelli, fettuccine, cannelloni di carne che a Roma vanno tanto. Sui ravioli ci siamo specializzati anche nei ripieni magri e con il pesce, cerchiamo di accontentare tutti.

Che tipo di clientela avete?
Dopo sedici anni di attività ne abbiamo tanta e di diversa estrazione sociale, da persone che si presentano col cameriere al seguito a mamme che arrivano stanche dal lavoro la sera, desiderose di trovare qualcosa di buono da mettere in tavola. Ci sono tante famiglie anche perché siamo circondati da scuole, la Villa Flaminia, la Guido Alessi. Oggi stiamo ampliando il nostro lavoro facendo anche tante forniture a ristoranti e molti clienti vengono da fuori grazie al passaparola.

Qual è il giorno in cui si vende di più la pasta all’uovo?
Qui il giorno di punta è il sabato. Il quartiere Flaminio non ha la tradizione della pasta all’uovo della domenica, anche se da circa un mese restiamo aperti, insieme alla farmacia e al bar, cercando di dare il servizio di vicinato alla zona visto che stiamo diventando botteghe artigiane veramente rare. I piccoli negozi stanno avendo tanti problemi ed è un peccato perché Roma nasce artigiana. Una volta a scuola si insegnava a cucire, a cucinare. Oggi non più e il saper fare è affidato alla famiglia. Mio figlio, per esempio, si diverte tantissimo quando ha la possibilità di giocare in laboratorio con le mani in pasta. Stiamo andando nell’era in cui il saper fare non viene valorizzato. Sarebbe bello poter trovare degli appuntamenti fissi per fare scuola e tramandare questa tradizione alle future generazioni.

Quanto ci vuole per fare un tortellino?
Si parte dal cucinare un arrosto, unendolo alla mortadella, alla giusta dose di parmigiano e alla noce moscata; quindi si mette a riposare nel frigorifero. Poi si passa a fare la pasta e con le macchine di adesso in un’ora siamo in grado di realizzarne circa venti-trenta chili.

La tecnologia dimezza i tempi quindi…
Sì certo anche se resta un lavoro molto pesante e adatto, purtroppo, più agli uomini che alle donne perché ci sono grosse cose da sollevare, grandi pesi.

Qui comunque siete due donne energiche e positive!
Sì, mi piacerebbe sottolineare quanto sia importante il lavoro delle donne che spesso fano il doppio se non il triplo degli uomini per vedere riconosciuto il proprio impegno nei vari settori.

Info

C’È PASTA PER TE
Viale del Vignola 97/A – 00196 ROMA
Tel. +39 392 045 8368

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