Le erbette spontanee sono un vero e proprio regalo della terra e contribuiscono a rendere i piatti tradizionali della cucina romanesca sempre più saporiti. Gabriella Nardoni, dell’Azienda Agricola Nardoni, ci parla delle loro proprietà e ci regala qualche ricetta gustosa.

Le erbette spontanee costituiscono una costante della cucina tradizionale romanesca.

Cresciute senza l’impiego di diserbanti e agenti aggressivi, nascono spontaneamente nei terreni, trattati con calce idrata, più idonei che gli restituiscono un sapore selvatico e originale. Si tratta di un vero e proprio regalo che la terra ci fa per ringraziarci di averla rispettata.

Così le descrive Gabriella Nardoni, dell’Azienda Agricola Nardoni, che ci presenta le cosiddette erbe alimurgiche spiegando come riconoscerle e come cucinarle, ricordando che sono un dono del concorso di due stagioni: l’inverno le custodisce offrendogli il periodo di incubazione necessario per nascere spontaneamente in primavera, quando il terreno lavorato è pronto.  

Una tradizione nata dalla necessità

La tradizione dell’utilizzo delle erbette spontanee nasce dalla necessità di coniugare ciò che la natura offriva spontaneamente alla preparazione di pietanze che, altrimenti, non avrebbero avuto il sapore che le contraddistingue.

Si trattava, quindi, di insaporitori naturali a costo zero, che si potevano trovare senza problemi nei campi e che potevano essere accessibili a chiunque. Inoltre, con il passare del tempo, è stato scoperto come queste erbette spontanee avessero proprietà diuretiche e detossicanti.

Erbette spontanee di montagna

Tra tutte le erbe spontanee, quelle di montagna sono le più profumate e caratteristiche, distinguendosi per le loro proprietà e il sapore inconfondibile. 

Erba pimpinella

Partiamo dall’erba pimpinella, profumatissima, una delle erbe aromatiche più utilizzate fin dall’antichità. Il suo nome latino, saxifraga, significa letteralmente “che rompe le pietre”, descrivendo senza troppi giri di parole il modo in cui questa erba spontanea nasce. 

La pimpinella è anche conosciuta come anice o anice verde dal tipico gusto fresco e dolciastro.

Crescione

Il crescione è un’erbetta spontanea dall’aspetto sottile con piccole foglie ovali. Si tratta di un’erba molto aromatica, da un sapore molto caratteristico che va dall’acidulo al piccante. 

Viene utilizzato sia cotto che crudo, principalmente in antipasti e insalate. 

Caccialepre

Molto simile alla cicoria selvatica e al tarassaco, la caccialepre è così chiamata perché sembra che le lepri ne siano effettivamente molto ghiotte. Si tratta di un’erba con foglie allungate e ovali, che sono però prive di peluria irritante.

La caccialepre è nota per il suo effetto antidolorifico e viene utilizzata molto spesso per alleviare il mal di denti.

Cicoria selvatica

La cicoria selvatica è forse una delle erbe spontanee più diffuse e utilizzate nella cucina tradizionale romanesca. 

In cucina viene utilizzata sia cotta che cruda, uno dei modi più noti la vede ripassata in padella con aglio olio e peperoncino. Con la radice, invece, si produce una sorta di caffè che, in antichità, veniva utilizzato a scopo terapeutico.

Radicchi

I radicchi selvatici sono erbe aromatiche dal sapore amarognolo e dalle proprietà leggermente lassative. Si tratta di un’erba dalle proprietà antinfiammatorie, depurative e drenanti.

In cucina vengono utilizzati in insalate o in piatti caldi, come risotti o contorni.

Altre erbette di campo

La lista delle erbette di campo spontanee è (quasi) infinita, tanto che sarebbe davvero impossibile catalogarle tutte. Tra le altre degne di nota troviamo il tarassaco, un’erba altamente diuretica e che somiglia molto alla cicoria selvatica, o le carote e i finocchi selvatici. Ancora, la borragine, il crespino, il papavero e il broccoletto selvatico costituiscono delle eccellenze del tutto naturali e spontanee.

Dove e come raccogliere le erbette spontanee

Saper riconoscere le erbette spontanee commestibili da quelle velenose è il primo passo fondamentale per cimentarsi nella loro raccolta. Si tratta, però, di un passo facilmente aggirabile con un po’ di preparazione e di studio.

Dopo di che, occorrerà munirsi di coltello e un recipiente e avventurarsi nei campi nel periodo giusto, sperando di avere molta fortuna.

Le ricette migliori con le erbette spontanee

Gabriella Nardoni ci regala due preziosissimi consigli su ricette da preparare con le erbette spontanee. La prima è un risotto alle ortiche e mandorle, la cui preparazione risulta molto semplice: si prendono le punte delle ortiche e si fanno bollire, conservando l’acqua per versarla poi sul riso tostato e fatto sfumare con il prosecco. Si aggiungono poi le ortiche frullate e, a fine cottura, olio a crudo, mandorle e una spolverata di parmigiano. 

Un’altra ricetta, invece, riguarda un piatto molto antico preparato dai nostri nonni, tradizionalmente molto povero. Si tratta di erbette miste che vengono lessate e poi ripassate in padella con aglio, olio e peperoncino e poi servite su delle bruschette di pane raffermo. Un piatto, insomma, che ricalca la tradizione contadina e che permette di assaporare i sapori di una volta. 

 

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