TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA

Lo sviluppo della cultura vinicola a livello di produzione, commercio ed espansione nel territorio si deve proprio all’Impero Romano e in particolar modo all’istituzione di Roma come capitale imperiale. Infatti, i Romani ebbero l’intuizione di unire le conoscenze e i segreti che provenivano da Etruschi, Greci, Fenici e Cartaginesi con le tecniche produzione che nel tempo avevano sviluppato.
Ben presto il commercio del vino sia per importazione che esportazione assunse dimensioni grandissime e la viticoltura delle Terre Laziali acquisì un posto d’onore per qualità e pregiatezza. Tra questi, tanti sono i vini che ancora oggi occupano le nostre tavole, basti pensare al VINUM BELLONAM, nominato così in onore della Dea Bellona ed oggi chiamato Bellone.
Ma il culto del vino lo ritroviamo anche e soprattutto nella tradizione romanesca. Ad esempio risale al XVI secolo quando Papa Sisto V ordinò di sostituire i contenitori per il vino in terracotta o metallo, con quelli in vetro che ancora oggi caratterizzano le nostre amate osterie romanesche. Nei contenitori in vetro la riga incisa che definisce la giusta quantità di vino da versare viene chiamata “capello”. Così, quando il cliente si lamentava che il vino era di meno, l’oste rispondeva: “E stai a guarda’ er capello”, da qui un modo dire utilizzato anche ai giorni nostri. Ma è passeggiando lungo i nostri caratteristici vicoli che al Rione Campo Marzio, precisamente in Largo San Rocco, possiamo ammirare la Fontana della Botticella, chiaro omaggio a uno dei tanti mestieri legati al vino. Realizzata nel XVIII secolo, la Fontana è l’emblema dei facchini del vicino Porto di Ripetta, dove venivano scaricati soprattutto legna e vino provenienti dal Nord del Lazio.
Un simbolo caratteristico che introduceva all’Università dei Vinai, che comprendeva gli osti, la quale aveva sede proprio dentro la Chiesa di San Rocco.

TRA I NOSTRI SOCI UN’ISTITUZIONE

Proprio tra i nostri Soci abbiamo l’onore di avere la prima enoteca a Roma a servire vini alla mescita di un certo livello di pregiatezza ovvero “Enoteca Buccone” di Via Ripetta 19. A condurla oggi è la famiglia Buccone-Trimani che come modus operandi promuove le produzioni più autentiche e originali, basandosi principalmente sul valore qualitativo e tra questi compaiono numerosi vini laziali.
Purtroppo da 15 anni a questa parte, proprio i vini del Lazio vengono sottostimati anche in virtù dell’economico prezzo, il quale molte volte è frutto della (non) firma. Secondo Paolo Trimani il Lazio è invece una regione molto ricca dal punto di vista vitivinicolo, che merita di essere promossa, grazie anche a realtà nuove, giovani e dinamiche che si sono affacciate nel panorama della coltivazione e produzione dei vini.

Tutti noi possiamo dare un contributo all’economia del nostro Paese incoraggiando e sostenendo l’attività dei nostri produttori locali, ma non solo. Comprare prodotti locali vuol dire anche concorrere al riduzione delle emissioni causate dai lunghi trasporti, agendo attivamente per la salute ambientale. Un piccolo gesto che potrebbe oltretutto farci scoprire nuove realtà locali che danno alla luce prodotti originali e innovatici, proprio come ci ha suggerito Paolo Trimani.