IL MATRICIANO DAL 1912
Una storia lunga più di un secolo quella de “Il Matriciano” e della famiglia Colasanti che, da 4 generazioni, ha fatto della ristorazione la sua ragione di vita, basata sulla passione per la cucina e la convivialità, unite alla ricerca della qualità degli alimenti.

Il fondatore, Luigi Colasanti, nato ad Amatrice nel 1890, si trasferì a Roma nel 1911, dove aprì “Il Matriciano”. In quegli anni di ristoranti veri e propri ce n’erano pochi e il suo si presentò inizialmente come bottiglieria e vineria che dava la possibilità ai clienti di poter mangiare i cibi propri accompagnati dal vino fornito dal ristorante e, per chi lo volesse, gustare i piatti della cucina romana e amatriciana cucinati da Giuseppe, il figlio di Luigi. In pochi anni il Matriciano si trasformò in ristorante e quando Giuseppe dovette partire per la guerra, affidò la sua azienda nelle sagge mani della moglie Teresa.

Da 50 anni Il Matriciano è nelle esperte mani del patron Alberto Colasanti e della sorella Rosa. Alberto, sempre presente e fedele ai vecchi insegnamenti, è anfitrione insuperabile: pronto ad accogliere tutti i suoi ospiti con semplicità e amabilità, continua ad avere la passione della cucina che, in prima persona, cura in tutti i suoi dettagli.

Insieme a lui sono diventate parte della compagine le figlie Cristiana e Fiore, sempre presenti e pronte a continuare la tradizione familiare e orgogliose di far parte della ristorazione romana da oltre un secolo.


IL MATRICIANO IERI E OGGI, RACCONTATO DA ALBERTO COLASANTI

“Adesso c’ho fatto l’occhio ma all’inizio il cambio look è stato un trauma”.
Così Alberto Colasanti commenta la metamorfosi del suo “Matriciano”, dal 1912 punto di riferimento di chi ama la cucina romana nel cuore del rione Prati. Da osteria vecchio stile si è trasformato, grazie all’input delle figlie Cristiana e Fiorenza, in un ristorante elegante e moderno, in linea con le nuove tendenze della zona. Cambia vestito ma non la sostanza, fatta di una tradizione familiare solida e verace che ha portato avanti negli anni ricette semplici e genuine.

Si fa tutto a mano ed è sempre Alberto a preparare i ravioli – “Se non ci penso io – sottolinea – chi ci pensa?” – e oltre a coordinare la cucina si dedica a fare il nonno. “Quando restiamo chiusi cucino sempre io ai nipotini”.

Una vera fortuna quella degli ultimi arrivati a casa Colasanti, perché al Matriciano tutto è buono come una volta. Sembra scontato anche scriverlo, si mangia l’amatriciana più buona di Roma, ovviamente senza aglio e cipolla, solo guanciale, pomodoro, un pizzico di peperoncino, pecorino di Amatrice e Alberto è un maestro anche nella preparazione della frittata “bavosa”, quella con cipolla, guanciale, pomodorini e zucchine che resta sempre bella morbida. Poi si serve la trippa, la coda alla vaccinara, l’abbacchio alla cacciatora, al forno con le patate.

A via dei Gracchi sono passati politici, registi e attori di chiara fama. “Andreotti era molto simpatico – ci racconta ancora Alberto – quando andava via baciava sempre la mano a mia madre che considerava quelli della Dc brava gente, l’ha votati per tutta la vita. Venivano Burt Lancaster, Robert Mirchum, Nino Manfredi, Alberto Sordi e Mario Bonnard con Sergio Leone… Mia moglie Lucia seguiva sempre Sordi quando andava al bagno perché la sua camminata la faceva impazzire e non è vero che fosse tirchio; qui uno si metteva a mangiare a un tavolo, poi piano piano si sedeva altra gente, si allungava il tavolo e, al momento di andare via, ovviamente si pagava alla romana, ognuno per sé. Tra i clienti più affezionati c’è oggi Michele Mirabella, conduttore Rai, regista teatrale e attore italiano”.

Chi è la donna più bella che ha visto entrare nel suo ristorante?
Jacqueline Bisset ma anche Nicole Kidman, che veniva col marito Tom Cruise e mangiava sempre tagliolini al burro con tartufo.

Non sceglievano mai piatti della tradizione romana?
Loro no ma Russel Crowe e Hugh Grant ne andavano pazzi. Una volta vennero i quattro di Ocean’s Eleven, George Cloney, Brad Pitt, Matt Damon e Andy Garcia e ricordo che quest’ultimo si mangiò il cotechino con la lenticchia perché diceva: Soy cubano, me gusta el porco!!

Alberto è stato testimone della vecchia Roma. Adesso com’è la città?
Una volta era tutto un fermento, oggi alle 23 non gira più nessuno. Prima alle 22:30 iniziavamo il secondo turno in cucina, ora la gente non esce più. Come diceva mio nonno “Se commetti un omicidio non trovi neanche un testimone”.

Com’è fare impresa a Roma?
Lasciamo perdere. Avrò combattuto col Municipio per quarant’anni tra burocrati e delibere fatte solo per mettere i bastoni tra le ruote. Da cinque anni a questa parte la situazione è migliorata.

Info

Ristorante Il Matriciano
Via dei Gracchi 55, Roma
Tel. +39 06 321 2327 | +39 06 321 3040
Email: info@ilmatriciano.it
Web: www.ilmatriciano.it

Mappa

Ristorante Il Matriciano

Via dei Gracchi 55, Roma

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