Fare la spesa al Nuovo Mercato Esquilino conviene, con la tessera di Botteghe Romane che permette di usufruire di una percentuale di sconto sugli acquisti presso i banchi dei nostri associati.
Se hai bisogno di verdura di stagione puoi recarti da Fausto Bonanni mentre per il baccalà e le olive puoi rivolgerti a Giuseppe Caterini, senza dimenticare il pesce fresco per il quale ti aspetta Gerardo Teta. Da decenni servono con professionalità centinaia di romani e sono testimoni del cambiamento del commercio a Roma, poiché provengono tutti dal vecchio mercato situato a Piazza Vittorio. Presso i loro esercizi commerciali, presentando la tessera dell’associazione prima del conto, vi verrà applicato uno sconto del 5% sulla spesa.

Come fare per avere la tessera?
La tessera può essere acquistata presso le attività commerciali associate. Ha un costo annuale di 25 euro. Scrivi a info@bottegheromane.it indicando i tuoi dati anagrafici, la residenza, recapiti telefonici e il quartiere dove preferisci ritirare la tessera. Noi ti risponderemo immediatamente.
Contribuirai alla tutela e al mantenimento delle attività produttive romane di vicinato e potrai usufruire di sconti presso tutti gli esercenti di Botteghe Romane. Nella pagina “convenzioni” di questo sito trovi tutti i dettagli sulle percentuali di sconto applicate.

IL CUORE DI PIAZZA VITTORIO

Definito dal New York Times il cuore della Roma multietnica, il Mercato Esquilino venne realizzato intorno alla fine dell’Ottocento e la sua prima ubicazione fu proprio l’anima del Rione XV ovvero Piazza Vittorio. Per circa cento anni si mantenne stabile nella sua posizione sopravvivendo al fascismo, alle due Grandi Guerre e al fenomeno della “borsa nera”. Nel dopoguerra il Mercato Esquilino riprese a prosperare arricchendosi di colori, prodotti provenienti da tutto il mondo e diventando un vero e proprio Mondo in miniatura. Ovviamente la molteplicità di banchi che aumentava a vista d’occhio portò all’esigenza di trovare una nuova sistemazione allo storico Mercato di Rione XV. Fu così che nel 2001 venne trasferito nell’ex Caserma Sani a cui si può accedere da quattro ingressi ovvero via Principe Amedeo, via Mamiani, via Filippo Turati e via La Marmora.

LA SINERGIA DEL NUOVO MERCATO ESQUILINO

Ad oggi il Nuovo Mercato Esquilino rappresenta l’emblema del perfetto equilibrio tra innovazione e tradizione. I sapori provenienti da tutto il mondo si sposano agli odori dei banchi storici come i commercianti che hanno vissuto i passati cambiamenti siedono accanto a coloro i quali vivono la prosperità del presente. Tutto ciò crea un’alchimia fatta di vite, ricordi, racconti e scoperte. Il Nuovo Mercato Esquilino non ha una storia ma è parte integrante della Storia di Roma Capitale.

LA RESILIENZA DEL PASSATO

Ad oggi la tradizione è in pericolo e noi di questa ne abbiamo fatto una mission. Infatti, è proprio tra i banchi storici del Nuovo Mercato Esquilino che è possibile visitare tre dei nostri Soci. Se cerchi verdura fresca e di stagione devi assolutamente andare al banco di Fausto Bonanni dove troverai prodotti genuini coltivati direttamente sulla sua terra, il suo motto? “Dalla Terra al Banco”. Se hai voglia di baccalà fresco o anche assortimento di olive, pane o pizza dovrai rivolgerti al banco 108 (da Pino) di Giuseppe Caterini, presente nel panorama del Commercio Rionale sin dal 1926. Ma, se vorrai portare sulla tua tavola del pesce fresco devi assolutamente conoscere al banco 111 (Sapore di Mare da Gerardo) di Gerardo Teta da cui ogni giorno potrai trovare il pescato proveniente dal Tirreno e l’Adriatico.
Questi come molti altri hanno saputo resistere alle avversità e agli ostacoli del passato. Ma, ora più che mai, c’è bisogno di sostenere un patrimonio di grande valore sociale, storico, culturale oltre che commerciale.

IL FILO ROSSO

Tra tutti i cambiamenti e le trasformazioni che hanno riguardato il Mercato Esquilino c’è un filo rosso che collega Passato, Presente e Futuro ovvero la naturalezza e freschezza dei prodotti che offre. Questo è il motivo per il quale bisogna sostenere con animo e corpo i Mercati Rionali. Bisogna riprendere ciò che Loro tramandano ovvero il valore della genuinità e del sacrificio come quello della cura e della conservazione naturale. Abituati a prodotti impachettati imbevuti di conservanti a lungo termine, bisogna riscoprire il prodotto nella sua essenza. Ciò potrebbe portarci a riscoprire un “nuovo” lato della nostra anima che in modo vivido apparteneva alle nostre passate generazioni che si muovevano contro lo spreco alimentare.
Solo con una forte base storica e valoriale possiamo volgere lo sguardo al futuro perchè perdere i Mercati Rionali vuol dire in un certo modo perdere noi stessi.

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