tordo matto di zagarolo

Il Tordo Matto di Zagarolo è un piatto tipico della tradizione laziale, nato da una vicenda molto divertente che viene tramandata da secoli.

La storia del Tordo Matto ha origini risalenti al XVI secolo ed è rimasta impressa nelle memorie della popolazione romana, famosa in tutto il mondo per la goliardia e la grande capacità di trovare leggerezza anche nel bel mezzo di un assalto militare.

Infatti, questa prelibatezza nasce durante il Sacco di Roma, guidato da Carlo V d’Asburgo con a seguito migliaia di soldati Lanzichenecchi tedeschi, spagnoli e bande di Italiani.

 

Perché si chiama Tordo Matto

Si narra che un soldato Lanzichenecco arrivò nei pressi di Zagarolo con il suo cavallo stremato e morente e chiese aiuto ad una famiglia di contadini.

Dopo averlo curato dalle ferite riportate nell’assalto, la padrona di casa lo sfamò con quello che aveva in dispensa.

Appena vide il piatto, il soldato si lamentò della cena e pretese qualcosa di più abbondante e appetitoso, urlando di continuo la parola “drossel”.

La donna non aveva idea del significato di quella parola e si sentiva anche un po’ infastidita dalle pretese di quel tipo.

Poi però pensò che fosse un po’ matto e quindi, decise di assecondarlo.

 

Il Colpo di genio

Mentre il soldato imprecava e ripeteva la parola sconosciuta, la donna uscì a cercare qualcosa da mettere in tavola.

Si accorse che il cavallo era appena morto e come ogni donna di casa che non pecca mai di problem solving, trovò la soluzione!

Decise di utilizzare la carne di cavallo, creò degli involtini ripieni di lardo e salvia, li cosparse di coriandolo e altre spezie, li infilzò nella lancia del soldato e li mise a cuocere sulla brace.

Dopodichè li servì all’ospite, insieme ad una buona quantità di vino.

Il soldato soddisfatto del pasto e ancora più della grande bevuta di alcool, cominciò a cantare una canzone che ripeteva di continuo quella sconosciuta parola: drossel.

La serata passò serena e i due contadini si divertirono ad ascoltare le canzoni stonate e incomprensibili dell’ospite.

Il giorno seguente, quando si svegliarono, si accorsero che il soldato “matto” era fuggito e non lo rividero mai più.

Verso sera, raccontarono la vicenda ai loro vicini e risero tutti insieme, brindando allo straniero e al cavallo che aveva salvato la cena.

Da quel giorno, ad ogni brindisi, urlavano tutti insieme la parola “drossel”, facendo scommesse sul significato.

Poco dopo si scoprì che “drossel” significava “tordo” in tedesco e così nacque il nome di questo buonissimo piatto tramandato nei secoli: il Tordo Matto di Zagarolo.

Il motivo per cui il soldato parlasse di un tordo, non è stato mai chiaro.

La ricetta del Tordo matto:

Ma come si prepara?

Innanzitutto bisogna procurarsi questi ingredienti:

  • carne di cavallo

  • aglio

  • coriandolo

  • lardo di prosciutto

  • prezzemolo

  • salvia

  • sale

  • peperoncino

  • vino bianco

Preparazione del Tordo Matto:

La fettina di carne viene prima battuta finemente, poi si farcisce con aglio, grasso di prosciutto tritato,prezzemolo e salvia.

Si cosparge poi la carne con coriandolo in grani frantumato, prezzemolo, sale e peperoncino.

Si arrotola la fettina e si chiude con uno stuzzicadenti, formando un involtino.

La carne si può cuocere sia in padella, che sulla brace: l’importante è che venga sfumata con del vino.

É fondamentale mangiarla bella calda per non perdere tutta la morbidezza e gustarsi il sapore avvolgente del lardo amalgamato con le spezie.

Per avere un connubio perfetto, si consiglia un buon bicchiere di Cesanese DOCG* per accompagnare il tutto (ma non esagerate, altrimenti potreste ritrovarvi ad urlare “drossel” in giro per la città).

Il Tordo Matto è un piatto che deve la sua longevità, oltre all’ottimo gusto, anche alla numerosa presenza di equini nella zona di Zagarolo.

La ricetta originale è stata ritrovata nella chiesa di San Lorenzo e riprodotta poi fedelmente dalla Macelleria Pacifici di Zagarolo.

La famiglia Pacifici ha dato nuova vita a questo piatto già enormemente apprezzato nel territorio romano.

Dal 2003 è stato riconosciuto come prodotto tipico regionale dall’ A.r.s.i.a.l.: Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’innovazione dell’Agricoltura del Lazio.

Inoltre, quando riprenderanno gli eventi ludici, si potrà assaggiare la ricetta tipica alla “Sagra del Tordo Matto di Zagarolo”, che si svolge a Giugno.