La luna del Casale: Quando la luce della luna illumina uno dei paesaggi più pittoreschi della regione Lazio, tutto il resto può solo passare in secondo piano. Se, poi, tutto ciò è accompagnato dall’ottimo vino di produzione locale, allora la Luna del Casale ha trovato la combinazione vincente.

 

Susana Campione

È il 1999, quando Nicoleta e Luigi decidono di comprare una casa in campagna.

Percorrono la zona dei Castelli romani con i suoi borghi antichi e le ville medievali incastonate in un mosaico di boschi, colline, laghi, vigneti e oliveti.

Una sera mentre attraversano la campagna di Lanuvio arrivano a un casale diroccato, immerso nel silenzio, circondato da pini e filari di viti. La luce della luna illumina quello che appare loro un quadro. Restano stregati da quel posto e decidono che diventerà la loro casa. Trasformano il vecchio rudere in un casale e iniziano a coltivare il giardino.

Il terreno fertile e l’idea di tornare alle origini

Li sorprende la fertilità della terra dalla quale nascono le specie di piante più varie ma sono soprattutto le viti a conquistarli: forti, sane, ricche di uva. I tralci crescono a dismisura in un clima perfetto, su un terreno vulcanico talmente ricco che deve essere inerbito per produrre grappoli adatti alla vinificazione. Il terreno occupato dalle viti viene così rivestito da una copertura di erba che viene tagliata periodicamente operando i cosiddetti “sfalci”.

Soltanto così si può avere uva per produrre vino di qualità.

Incuriositi da quelle piante, antiche come la storia dell’uomo, Nicoleta e Luigi osservano il lavoro che si svolge nei vigneti confinanti e chiedono ai vicini di aiutarli a coltivare la loro vigna. Guardano quelle mani esperte che “spicciano” la vigna, ascoltano i canti che accompagnano i lavori e si diffondono nella campagna.

Si sentono parte di quel mondo, di quel paesaggio e una sera, dopo l’intenso lavoro della giornata, mentre si riposano in giardino, sotto la luce della luna, decidono che quella terra diventerà il loro lavoro: produrranno vino e chiameranno l’azienda “La Luna del casale”, in omaggio a quella sfera bianca e luminosa che veglia su di loro da quando sono arrivati in quel luogo magico.

L’inizio della produzione propria

Si rivolgono a Mauro, soprannominato il signore delle vigne, per togliere le vecchie viti e piantarne di nuove. Scelgono l’enologo che sovrintenderà all’intero processo di lavorazione.

Nicoleta segue con attenzione tutte le fasi: raccolta dei grappoli a mano per garantire l’integrità degli acini, pigiatura, diraspatura, pressatura, macerazione, follatura, fermentazione, svinatura, conservazione, travasi, imbottigliamento, stoccaggi.

Puntano subito su una produzione di alta qualità e fanno nascere il Lunario DOP da vitigni di Malvasia Puntinata, Candia, Trebbiano e Bellone.

Il vino ha subito successo per il gusto armonico e il profumo delicato.

Incoraggiati dall’ottimo risultato si cimentano in un progetto ambizioso: produrre uno Chardonnay con un passaggio in barrique, un’impresa audace che le aziende vinicole del Lazio non avevano mai tentato. Nasce un vino profumato, strutturato, importante al quale danno il nome della loro figlia, Sara e successivamente si dedicano alla produzione di un vino rosso che chiamano Alessandro, come il loro secondo figlio, con uve Cabernet Sauvignon, Merlot, Montepulciano.

Il vino e la famiglia

Nel 2010 a giugno Luigi e Nicoleta si sposano con una grande festa nel casale, alla quale partecipano parenti, amici, vicini, che si protrae fino a tarda notte mentre la luna illumina il casale e i vigneti circostanti.

Quell’anno la vendemmia è strepitosa: uve sane e robuste per la macerazione e per la prima volta il processo di lavorazione si svolge senza apporti esterni, interamente nella loro azienda.

È un trionfo, la realizzazione di un sogno. Sull’onda di questa emozione decidono di produrre un Cabernet Sauvignon in purezza e danno vita a un vino rosso rubino dal gusto di frutta rossa con note speziate e balsamiche che, come nella loro tradizione, chiamano Sebastian come il loro terzo figlio.

L’azienda si identifica con la famiglia, lavorano insieme in perfetta sinergia Luigi, Nicoleta, l’enologo Paolo, Massimo e Claudia che curano i vigneti, il sommelier Marco e Enrico, direttore commerciale.

Vengono prodotti tra i bianchi il Sara, il Lunario, il Calende, lo spumante Sara Brut, lo spumante Rosè Brut; tra i rossi il Sebastian, l’Alessandro, il Meridies, il Plenilunio, l’Illune.

La luna del Casale ha partecipato a Taste of Roma per quattro anni consecutivi e i vini che produce vengono acquistati da importanti enoteche non soltanto in Italia ma anche in Francia, Germania e nei Paesi dell’Est d’Europa, rendendo testimonianza dell’eccellenza del vino italiano. I suoi vini si trovano nella carta di ristoranti prestigiosi della Capitale come Giuda Ballerino, Aroma, Pipero.

Ogni giorno Luigi e Nicoleta si dedicano al lavoro con l’entusiasmo dell’inizio e la passione maturata con l’esperienza e la sera sul casale brilla la luce della luna. La Sovrana Bellezza siamo noi.

 

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