Sin dai tempi dell’Antica Roma, i fiori profumavano le strade e le case. In quei secoli, una delle mete quotidiane dei Romani era la Basilica Floscellaria, sul cui tetto spiccava la statua della Dea Flora. Questa grande opera architettonica ospitava ogni giorno il principale Mercato dei Fiori, un luogo in cui colori e profumi prendevano vita, sin dalle prime luci dell’alba. Ancora oggi, i fiori assumono un grande significato sia per la nostra splendida Roma e la sua Storia Culturale, sia per Noi. Attraverso i fiori possiamo esprimere l’affetto e le emozioni che proviamo verso una persona cara in giorni speciali come quello odierno: San Valentino. 

Dove acquistare i migliori fiori nella Capitale? Sicuramente da uno dei nostri Soci storici, ovvero dal Fioraio Mario al Fleming in via Alessandro Fleming 1.

I Fiori Nell’Antica Roma

Nella Roma Imperiale, i fiori avevano un grande significato culturale grazie alla loro versatilità ed alla loro bellezza. Dal papavero all’Eruca Sativa, erano tante le piante acquistate per scopi medicinali, per riti sacri o semplicemente per adornare la propria casa. A seguire, fiori come il gelsomino, vennero utilizzati dalle fanciulle per adornare i capelli, le vesti oppure i gioielli che indossavano. Inoltre, sin da quei tempi, si era soliti portare variopinte composizioni floreali quando si faceva visita a qualcuno oppure quando si voleva dare dimostrazione del proprio amore. In questi casi anche le donne erano solite regalare fiori agli uomini. In tal senso, una prassi consolidata era quella di regalare una corona floreale intrecciata, da indossare sul capo.

I Fiori nella Città Eterna

Dall’Antica Roma ad oggi, sono cambiate tante cose: il modo di vivere, gli strumenti a nostra disposizione, il modo di interagire e così via. Nonostante ciò, i fiori hanno mantenuto in duemila anni di storia lo stesso significato per l’anima, il cuore e la vita cittadina dei Romani. Basti pensare ad una delle Piazze più importanti della nostra Capitale ovvero Campo de’ Fiori

Ma è nel giorno di San Valentino che i fiori assumono un significato ancora più profondo. Infatti ci permettono di esprimere ciò che, molto spesso, non si riesce a dire con le semplici parole. In questo giorno speciale bisogna affidarsi a chi si fa, quotidianamente, portatore della cultura storica dei fiori, come il nostro storico Socio Mario al Fleming.

Se a Roma i fiori esprimono la cultura che ci rappresenta, vuol dire che i fiorai sono i portatori di un immenso tesoro storico che dobbiamo preservare e sostenere. Da Monica Vitti a Roberto Rossellini, erano e sono molti, i noti artisti ed intellettuali che si affidano alla qualità, alla bravura e alla competenza di Mario al Fleming. Infatti, dal noto fioraio del quartiere Parioli, non avviene un semplice acquisto dei fiori. Grazie alla sua conoscenza, maturata in numerosi anni di appassionata esperienza, avrete la possibilità di compiere un vero e proprio viaggio alla scoperta del significato di ogni singolo fiore.

Infatti, nonostante il periodo di emergenza e rincari, il fioraio Mario al Fleming è sostenuto da una fidata clientela che si rifornisce quotidianamente da lui. Ciò dimostra come i fiori rimangano la piena espressione della cultura romana e dei rapporti sociali. Per questo l’amministrazione locale deve apportare il proprio sostegno alle piccole botteghe come quella del nostro Socio Mario Cucchiarale. Realtà come la sua portano avanti antichi mestieri che permettono la preservazione della tradizione che, a sua volta, definisce la nostra identità culturale. 

Non è un caso che negli ultimi tempi si torna a parlare dei Salotti di Roma un’idea per la quale noi dell’Associazione Botteghe Romane ci stiamo battendo da molto tempo. Alle fredde ringhiere dei dehors preferiremmo generose fiorerie romane composte dalle nostre tipiche palme (Chamaerops humilis) o dal viburno lucido (Viburnum Lucidum). 

Bisogna riportare la tradizione nella nostra cultura romana; nobile obiettivo che potrà essere raggiunto solo se gli antichi mestieri e i bottegai storici, come Mario al Fleming, saranno valorizzati e sostenuti, sia dall’amministrazione locale che da noi cittadini.