Il melograno, detto anche melagrana, è il frutto dell’albero Punica granatum. La pianta, usata in molti giardini come ornamento, è originaria delle regioni del sud-ovest asiatico comprese tra la Tunisia e la Spagna. In Italia è diffusa in Calabria, Sicilia, Puglia e Lazio; in Veneto per le regioni del nord. La sua diffusione si deve a popoli navigatori come Fenici e Greci, ma anche ai Romani e agli Arabi. In giardino bene si adatta in forma cespugliosa o come alberello; si adatta anche ai terreni meno umidi e in vaso la varietà che rende meglio è quella nana. La posizione migliore è quella in semiombra.

Il nome melograno deriva dal latino, dalla combinazione di “malum” (mela) e “granatum” (con semi), e proprio per la sua caratteristica è diventata il simbolo per eccellenza della fertilità. Infatti il frutto del melograno, rotondo e dalla scorza coriacea di colore variabile dal marrone al rosso e che nasconde un cuore fatto di grani rossi, croccanti e aciduli, ricchi di succo e gustosi.

Il frutto, per le sue proprietà nutrizionali, è anche considerato un superfood e un antiaging, ossia un supercibo e un antietà. Il melograno infatti è un frutto ricco di polifenoli antiossidanti e di vitamina C; svolge una azione antibatterica e antinfiammatoria; aiuta a prevenire l’Alzeheimer e le malattie cardiovascolari favorendo anche il colesterolo HDL, il cosiddetto “colesterolo buono”. Insomma è un vero toccasana.

 

Il melograno e le antiche credenze

Nei paesi asiatici il melograno è tuttora utilizzato per combattere la sterilità; per molti popoli infatti, anche in occidente, è considerato un frutto in grado di stimolare la fertilità ed è simbolo di discendenza numerosa.

Gli antichi greci avevano consacrato la pianta ad Era, la moglie di Zeus, e alla dea dell’amore Afrodite. Le spose, inoltre, intrecciavano i capelli con rami di melograno.

Il melograno era usato anche nei riti magici: sia per invocare guarigioni che per augurare il male ad altri.

Nel cristianesimo invece il melograno era simbolo della perfezione e di ternità divina e dei suoi molti effetti; il succo rappresentava il godimento dell’anima nella conoscenza.

Nel cattolicesimo si mantiene il simbolismo legato alla fertilità, alla fecondità e all’amore; ma anche amore e unione cristiana nella Chiesa.

 

Succo di melograno, fresco e gustoso

L’utilizzo senza dubbio più conosciuto per il melograno è mangiarlo come frutto in tavola. Da alcuni anni però si diffuso molto, anche nei bar, il succo di melograno, considerato una vera squisitezza. Come prepararlo in casa?

La procedura è piuttosto semplice e veloce, ma bisognerà avere con sé almeno un frullatore e un colino / filtro. Ecco come fare. Aprire in due il melograno; estrarre i chicchi facendoli cadere in una ciotola, battendo dei colpetti sul lato opposto della scorza. Ripulire dalle parti bianche e spugnose. Mettere nel frullatore i chicchi a cucchiaiate, e poi filtrare il succo che ne deriva; potrà essere versato direttamente nei bicchieri, oppure può essere lasciato raffreddare in frigo. La conservazione casalinga del succo in frigorifero è di 2 o 3 giorni al massimo

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