Riaperture discoteche 

Riaperture delle discoteche e via le mascherine obbligatorie anche all’aperto in tutta Italia: I due anni di restrizioni dovute all’emergenza pandemica hanno colpito in modo sanguinante uno di quei settori che definisce il nostro vivace e chiassoso carattere nazionale, ovvero quello dell’Intrattenimento. A farne da capofila sono proprio le discoteche e i locali da ballo che più di tutti hanno subito gli effetti della pandemia. Parliamo di 697 giorni di ferrea chiusura ovvero un lunghissimo periodo durante il quale per i gestori delle attività sono continuate le spese fisse nonostante non ci fossero entrate. In questi due anni, hanno avuto la possibilità di respirare nuovamente solo in sporadiche occasioni, durante le quali hanno potuto rialzare le saracinesche, ma per molti ciò non basterà.

La Novità

Proprio in queste ultime ore il dibattito nazionale sulle riaperture delle discoteche si sta scaldando, dopo che la proroga della sua chiusura è stata decisa dall’ultimo Consiglio dei Ministri tenutasi lo scorso 31 Gennaio . Ciò che ha fatto riaccendere il dibattito e soprattutto l’ottimismo nei gestori è stata la durata di proroga della misura anti-Covid con scadenza lo stesso giorno. Infatti, la chiusura delle discoteche è stata imposta solo fino al 10 Febbraio. Una mini-proroga quindi che ha reso sempre più insistenti le voci secondo cui la riapertura verrà fissata nel weekend di San Valentino.

Si tratta di una tesi che, sempre più gestori e clienti, sostengono perchè la ricollegano alle previsioni degli esperti. Infatti, secondo loro, intono a questa data ci dovrebbe essere un abbassamento della curva dei contagi Covid.

Quindi?

In sostanza, non è ancora chiaro quando si potrà ritornare a ballare. Però, molti gestori vedono l’ipotesi della riapertura discoteche come una possibilità concreta mentre, molti altri, la commentano con rammarico. Infatti, anche se nelle prossime settimane il relativo esito del CdM sarà positivo, si stima che circa il 50% dei locali notturni non riaprirà e i motivi saranno diversi. Ad esempio, in parte si è ormai diffusa, tra i gestori, una certa sfiducia nei confronti delle istituzioni, a causa della gestione dell’emergenza che ha determinato un profonda crisi di settore. “Riaprire ha un costo che non si colma con una o due serate” una frase che viene urlata dai più.

Ma, per altri non ci sarà neanche la possibilità di anticipare i costi di riapertura. Questo sarà il grande dramma. Perchè è vero che la sicurezza sanitaria deve essere messa davanti ad ogni altra esigenza, ma al tempo stesso è necessario giungere a dei compromessi così da non decretare la morte di un intero settore. Non bisogna dubitare del buonsenso di chi sta andando avanti con i propri risparmi, pur di avere la possibilità di riaprire a seguito dell’atteso parere favorevole da parte del CdM. Anche perchè, come ci fa notare la microbiologa Maria Rita Gismondo, non ha senso lasciare le discoteche chiuse oramai perchè “i ragazzi organizzano comunque le feste a casa”. Infatti, con il dovuto buonsenso civico, nei locali ci sarebbe più controllo ad esempio tramite dei tamponi all’ingresso come in tanti stanno proponendo. Bisogna dar ossigeno ad attività che hanno solo voglia di dar ai propri clienti un divertimento sicuro, con le massime garanzie e il rispetto del dettato che ne conseguirà.