Il rialzo dei contagi registrato nel mese di Dicembre è stato il principale responsabile di una forte frenata del turismo che già era stata preannunciata nei giorni del ponte dell’Immacolata. Infatti, alle disdette degli italiani impauriti dal veloce aumento dell’Indice RT, si sono aggiunte le assenze dei turisti provenienti da altri Paesi e causate dai diversi lockdown istituiti in molte zone dell’Europa. In questo quadro a fare la sua parte è stata anche l’opzione cancellazione gratuita che nella sua veste originaria risulta essere un incentivo alla prenotazione non impegnata, posta a favore degli imprevisti della vita. Ma, in una situazione in cui è la stessa imprevedibilità a guidare il corso degli eventi, la cancellazione gratuita si è dimostrata un’arma che per certe attività ha decretato il colpo finale.

 

Un po’ di numeri

Secondo i dati distribuiti dalla Confcommercio, rilevati in parte da un’indagine realizzata in collaborazione con SWG e in parte ripresi da dati Istat e Bankitalia, la situazione per le attività che lavorano principalmente con il turismo è stata catastrofica. Rispetto al 2019, si parla di 60 milioni di arrivi in meno e 120 milioni di presenze sono mancate all’appello. Un trend che è andato ad aggravarsi proprio durante il mese di Dicembre. Infatti, delle 25 milioni di partenze programmate dagli italiani per i giorni di Natale, Capodanno e/o Epifania, si stima che circa il 20% sono state totalmente cancellate. A ciò, si aggiungono altre 5,3 milioni di prenotazioni modificate, delle quali sono stati ridotti i giorni di vacanza o è stata scelta una destinazione più vicina.

Un trend nazionale che purtroppo ha riguardato anche la nostra splendida Capitale che ha visto disdette per il 25% delle vacanze programmate e, a pochi giorni dalla vigilia, circa il 60% dei posti di alloggio disponibili rimaneva vacante. Inoltre, effettuando una comparazione con i dati del 2019 si parla del 50% in meno di prenotazioni.

 

Roma persiste ma non resiste

Questo drammatico calo di presenze causato dalla maggiore contagiosità della variante Omicron e dal decreto Natale si somma alla situazione catastrofica che da circa due anni attanaglia la filiera alberghiera. Infatti, la crisi determinata dalle chiusure e restrizioni della pandemia ha presentato un conto senza precedenti. Ad essere penalizzate di più sono state le Città d’Arte, le cui strutture presentano il più delle volte dei costi fissi molto elevati e proprio Roma risulta essere la capofila di questa tragica situazione. Infatti, la nostra Capitale a Dicembre partiva con 350 strutture ricettive chiuse su 1.280 e, molte di queste ultime hanno deciso di “prendersi un periodo di ferie” durante il periodo di feste viste le numerose disdette ricevute.

 

L’ombra dei grandi

Notizia di questi giorni riguarda due grandi hotel di Roma che hanno deciso di licenziare tutti i propri dipendenti ovvero lo Sheraton Hotel & Conference Center e lo storico Hotel Majestic di Via Veneto. Si parla di oltre 200 famiglie coinvolte in un cortocircuito che sta rasando al suolo l’economia generata da turismo romano. Numeri che purtroppo sono destinati a salire visto che anche l’Hotel Cicerone sta iniziando ad inviare molte lettere di licenziamento. “Non si può resistere due anni senza lavorare” come ha più volte segnalato Giuseppe Roscioli, Presidente di Federalberghi Roma.

 

Roma Chiama.. il Governo risponde?

«Roma è quella che paga il prezzo più alto – afferma  Alessandro Onorato, Assessore al Turismo, ai Grandi Eventi, alla Moda e allo Sport di Roma Capitale – dopo i licenziamenti di tutto il personale dello hotel Sheraton, del Majestic, 210 persone, il prossimo sarà l’hotel Cicerone, ma il rischio è che a breve ci sia un’ulteriore escalation negativa».

«Il tessuto economico romano rischia di non superare la pandemia. C’è bisogno di un intervento straordinario del governo Draghi. Ci appelliamo alla sensibilità del premier e chiediamo la convocazione di un consiglio comunale straordinario alla presenza del ministro del turismo Garavaglia e di quello del lavoro Orlando. Roma da sola non ce la può fare – conclude Onorato – il comune non può far fronte a una crisi di tale portata. In gioco ci sono aziende che hanno fatto la storia della capitale d’Italia e il destino di migliaia di famiglie».

Ad intervenire in merito è anche Claudia Pratelli, Assessora alla Scuola e al Lavoro che preannuncia 8mila licenziamenti se non vengono prese delle tempestive decisioni e spiega «Questi i numeri cui la Capitale rischia di andare incontro, secondo le stime dall’ente bilaterale Turismo per i prossimi mesi, a fronte della pesante crisi in atto. Nella Capitale il settore turistico è in piena emergenza». «Chiediamo un tavolo al Governo: il fondo di 700 milioni stanziato in legge di bilancio serva per una nuova cassa Covid straordinaria per il turismo nelle città d’arte, che attraversano una crisi eccezionale – continua la Pratelli- Mi unisco, inoltre, alle parole dell’Assessore al Turismo, Alessandro Onorato, per avviare nel Comune di Roma Capitale un lavoro di riflessione in questo senso, attraverso la convocazione di un consiglio comunale straordinario con i ministri competenti, per una strategia in grado di affrontare questa crisi che non ha precedenti».

 

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