L’associazione Botteghe Romane è andata  a curiosare tra i produttori agricoli ospiti nella giornata di premiazione dei Restaurant Awards 2018 organizzata da Mangia e Bevi e patrocinata da Comune di Roma e Regione Lazio.
La nostra attenzione è stata catturata da “Cose di Macchia – Tartufi della Tuscia”, proprietaria di boschi di 35 ettari dove cani da tartufo scovano i migliori esemplari per realizzare diverse  tipologie di prodotto.
“Abbiamo un laboratorio – spiega il titolare Mauro Vergati – dove, a partire dal tartufo fresco, facciamo dei lavorati come fette al tartufo nero, fette aromatizzate con funghi, olio e miele tartufato e tante altre specialità. Tutta la filiera è rappresentata”.
Da quanti anni siete nel settore?
Siamo presenti da trenta anni nel mondo del tartufo fresco, vendendo prodotti ad altre Regioni. Non si parlava mai del Lazio mentre nel viterbese esistono molte zone da tartufo, tra l’altro di diverse varietà. A un certo punto ci siamo resi conto che era necessario dare al Lazio lo spazio che meritava nel comparto, e abbiamo costruito il laboratorio per produrre e commercializzare i prodotti nella nostra stessa Regione.
Tre anni fa avete ottenuto un riconoscimento importante
Si tratta dell’Oscar Green come migliore azienda agricola nel Lazio, tra le prime in Italia.
Come va il mercato?
A livello commerciale il passaparola ci ha aiutato tanto. Essendo un’azienda a carattere familiare non potevamo avere un’espansione commerciale immediata. Ci siamo affidati a interlocutori capaci e le ottime recensioni dei nostri prodotti hanno fatto il resto. Siamo cresciuti a poco a poco e nel modo giusto. Adesso siamo contenti perché abbiamo raggiunto una certa notorietà. Anche se siamo “piccoli” il nostro è un prodotto di alta qualità.
Qual è la sua opinione sulle fiere di settore?
Sicuramente aiutano molto perché permettono a piccole aziende, che non investono in pubblicità ma nel prodotto, di conoscersi a vicenda e di fare rete.

www.tartufidellatuscia.it

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