ANZELLOTTI, VETRI E CORNICI D’AUTORE ALL’ESQUILINO

Quando entriamo nella storica bottega di via Foscolo, troviamo Alberto Anzellotti intento a foderare di tela un passepartout in legno che andrà applicato intorno a un quadro al quale farà da doppia cornice. Un lavoro certosino per cui non impiegherà meno di un’ora e che svolge insieme al fratello Marco.

Siete rimasti in pochi vetrai e corniciai a Roma. Colpa del fai da te standard?
Devo essere sincero. La moda degli oggetti standard è andata fino a pochi anni fa. Adesso c’è un ritorno ai prodotti su misura, tante persone mi riportano oggetti da incorniciare perché pretendono una cosa fatta ad arte.

È da tanto che siete in questa via?
Dal 1972 al ‘97 eravamo al civico di fronte. Sono 46 anni che siamo all’Esquilino. Aprì mio padre Mario che era vetraio molatore, faceva cioè le lavorazioni sugli specchi, le sfaccettature a mano, sulla pietra.

Quali sono gli strumenti del mestiere?
Troncatrice e assemblatrice sono fondamentali. Quest’ultima aiuta a fissare gli angoli e spara delle lamelle d’acciaio. Per il vetraio è indispensabile il tagliavetro. Lo chiamano tutti il diamante ma oggi è costituito da una rotellina d’acciaio. Prima si usava il diamante ma il problema è che lo doveva usare sempre la stessa persona perché subiva l’inclinazione durante il taglio.

Quali sono i lavori più richiesti?
L’80% del mio lavoro consiste nell’incorniciare di tutto. Non solo quadri ma anche montaggi particolari. Incorniciare un quadro standard 50x70 cm in modo semplice può variare dai 20 ai 30 euro ma ho incorniciato le cose più disparate: pelle di serpenti, coccodrilli, abiti, chitarre, fucili, creando sempre la cornice più adatta a seconda dell’elemento che andava racchiuso. Mi piacerebbe fare anche le vetrate artistiche, ho tutto l’occorrente già pronto ma significherebbe riadattare il negozio e non ho mai trovato il tempo. Il quartiere è pieno di attori e registi che commissionano ottimi lavori. Non voglio esagerare ma un buon 20% di clienti torna da me anche se abita in altre zone di Roma.

Quanto lavora un artigiano?
Se volessi, ci sarebbe lavoro per riempire tutte le 24 ore di una giornata ma da 34 anni ho un’altra passione: insegno l’arte marziale Aikido. Non ho mai messo al primo posto del mio lavoro  il guadagno ma la soddisfazione del cliente.

Ha visto cambiare il rione in tutti questi anni
C’è stato un cambiamento radicale: abbiamo vissuto tutte le fasi. Prima si respirava l’atteggiamento della vecchia Roma pasoliniana, di gruppetti di persone che avevano giri più o meno leciti, ma c’era una certa correttezza perché ci si conosceva tutti. Dagli anni Novanta, con l’arrivo delle attività cinesi, c’è stato un monopolio quasi esclusivo. Compravano negozi a suon di contanti e siamo stati in pochi a resistere. Sono un po’ infastidito dall’argomento perché le persone che hanno svenduto il rione sono le stesse che si lamentano oggi, ergendosi a paladine della legalità della zona. Gli stranieri hanno in realtà fatto rivivere alcune vie. Dalle parti dei vecchi magazzini militari, alla fine degli anni Ottanta inizio Novanta, c’era un completo abbandono. L’unica cosa che rimprovero è la mancata capacità di differenziare le proprie attività commerciali: o sono tutti negozi di abbigliamento o tutte frutterie.

Cosa ne pensate dello spostamento del mercato di Piazza Vittorio?
Era necessario renderlo più vivibile e disciplinato perché era diventato pericoloso. In mezzo a quei banchi accadeva di tutto e il livello igienico era pessimo. Oggi la struttura che lo ospita non è il massimo. Piazza Vittorio col mercato aveva il suo perché.

Info

VETRI, SPECCHI E CORNICI
Via Foscolo, 12
00185 Roma
Tel: +39 06 7720 5587

Mappa

Vetri, specchi e cornici

Via Foscolo, 12 – 00185 Roma

Pin It on Pinterest